Giovanni Pelosi

Direttore scolastico

Italiano

Non è un titolo giornalistico o una espressione d'effetto, ma il compendio di un sofferto e non ancora concluso itinerario artistico che Giovanni Galiardi ha da non molto tempo intrapreso. In lui c'è la consapevolezza e l'umiltà di chi di fronte ad un'opera finita si chiede se è riuscito ad imprimere quel pathos, quell'eccitazione che lo ha spinto a creare e che deve prendere anche lo spettatore. E' un puro piacere quello che si ricava dalle sue composizioni,un piacere in cui non solo il corpo reagisce automaticamente,ma lo stesso viene investito da una ondata di impressioni che si riversa a tutto l'essere. Ciò lo ha reso interprete di una modalità tutta sua di accostarsi alla materia grezza che lo fa avvicinare e di cui e' debitore ad un grande artista presente a Cartoceto: quel padre Stefano Pigini di cui molti critici si sono occupati e le cui opere scultoree e pittoriche sono esposte anche fuori d'Italia. Rallentare, fidarsi del domani, essere attento e non lasciarsi sfuggire l'essenziale,accarezzare ripetutamente con gli occhi e con mano le varie forme e' ciò che maggiormente lo acquieta. Sempre e comunque le sue opere ti spingono ad interrogarti, ti sfidano a dare loro una collocazione nel passato, altre volte quel tempo e' qui, ora, insieme a loro, per cui ti sembra di conoscerle pur in quella loro apparente lontananza e riescono a darti il senso della vita che continua. In Galiardi non c'e' un particolare interesse al naturalismo, la sua e' una scultura viva che attinge ad un'arte primitiva e che nulla ha a che fare con gli stordimenti delle avanguardie del nostro secolo, ma molto con le sue emozioni, con la sua sensibilità, direbbe Padre Pigini "a volte aggressiva, a volte morbosa". Anche se le sue sculture risentono degli influssi della modernità si avverte, comunque, una freschezza intuitiva, un lampo di primitivo, un fermare il passato, un superare l'accademismo. Quel suo " Cammino nel tempo, si connota allora di altri elementi, per cui va visto non solo come un percorso da e verso un tempo che non ha una dimensione, per cui il presente non significa rigettare il passato o un suo rimpiazzo ma il tragitto che l'artista fa compiere alla scultura, ai materiali, verso un tempo sospeso. Non c'è quindi, in lui un tempo dell'azione, un tempo storico, ma un tempo vissuto, il sentimento di quella indefinita durata che scorre tra la passione che investe l'artista e il suo prodotto. Quella di Galiardi è una scultura gentile, fatta di quella gentilezza che è una categoria dello spirito e della sapiente mano che ci porta a conoscere ciò che di intimo e profondo accomuna le nostre esperienze di viandanti che non conoscono ancora fino in fondo il proprio destino.

English

It's not a journalistic title or words meant for effect but it's the summary of a suffered and unfinished artistic journey that Giovanni Galiardi has started for not a long time. He asks himself if he has been able to give pathos and excitement to his works and if the audience can understand it. Standing in front of his works is real pleasure and you are filled by a lot of impressions. He has his own particular way of manipulating the rough material:he is indebted to Father Stefano Pigini, an important sculpture from Cartoceto. Many critics are interested in Stefano Pigini and you can find his works in Italy and abroad. Giovanni Galiardi relies on tomorrow, he is attentive, he catches the essential, he caresses the shapes with eyes and hands and this makes him quiet. His works make you ask questions and give us a sense of life that goes on. In Galiardi there isn't a particular interest in naturalism, his sculpture is alive and it draws on a primitive art. It is far from the avant - garde art of our century but it's close to its emotions and sensibility, but sometimes it's an aggressive and morbid sensibility. His works are influenced by the modernity but there's an intuitive freshness, something primitive; they aren't academic. The artist's journey is toward a suspended time. There isn't a historical time but a lived time. Galiardi's works are graceful, a grace that let us know what puts together our experiences of way-farers who don't know their destiny to the end.